come curare l'ernia del disco

Articolo del 10/03/2025

L’ernia del disco si manifesta spesso con la sciatica, ma anche sintomi come mal di schiena persistente, formicolio agli arti inferiori, debolezza muscolare e difficoltà nei movimenti non vanno sottovalutati. Se stai riscontrando questi segnali, probabilmente ti starai chiedendo: Quali esami sono necessari per una diagnosi accurata?

Cos’è l’ernia del disco? A chi rivolgersi? Il ruolo del neurochirurgo

Approfondiamo l’argomento con il Dottor Franco Caputi, neurochirurgo della clinica Ars Medica

La colonna vertebrale è composta da una serie di vertebre separate da dischi intervertebrali, che agiscono come ammortizzatori per attutire gli impatti e favorire il movimento. Quando un disco si degenera o subisce una lesione, il suo nucleo interno può fuoriuscire, comprimendo i nervi vicini. Questo fenomeno provoca dolore, infiammazione e, nei casi più gravi, una riduzione della funzionalità del nervo coinvolto.

Se sospetti di avere un’ernia del disco, il primo passo è consultare il medico di base, che valuterà i sintomi e ti indirizzerà allo specialista più adatto:

  • Ortopedico → se il problema è legato a postura scorretta o degenerazione articolare.
  • Neurochirurgo → se l’ernia è in fase avanzata e potrebbe richiedere un intervento chirurgico.
  • Fisiatra → per trattamenti conservativi, come fisioterapia e gestione del dolore.

Il neurochirurgo riveste un ruolo chiave perché ha una conoscenza approfondita della colonna vertebrale e del sistema nervoso. Può valutare con precisione la gravità dell’ernia e determinare se vi è una compressione nervosa significativa. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutte le ernie necessitano di un intervento chirurgico: lo specialista stabilirà il trattamento più adatto in base al quadro clinico del paziente.

Quali esami fare per diagnosticare l’ernia del disco?

Per confermare la diagnosi, gli esami più indicati sono:

  1. Risonanza Magnetica (RMN) → esame di riferimento per visualizzare dischi intervertebrali e strutture nervose.
  2. TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) → utile per una valutazione dettagliata della struttura ossea della colonna vertebrale.
  3. Radiografia (RX) → non evidenzia direttamente l’ernia, ma aiuta a valutare l’allineamento vertebrale e la mobilità delle vertebre.
  4. Elettromiografia (EMG) → verifica eventuali danni alla conduzione nervosa causati dalla compressione delle radici spinali.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

Nella maggior parte dei casi, il trattamento conservativo con fisioterapia, farmaci e terapia del dolore è sufficiente per migliorare la sintomatologia. Tuttavia, la chirurgia viene presa in considerazione quando:

  • Il dolore è molto intenso e non migliora con le terapie conservative.
  • Si manifestano deficit neurologici, come perdita di forza nelle gambe o difficoltà a camminare.
  • È presente una sindrome della cauda equina, caratterizzata da anestesia nella zona perineale e difficoltà motorie al piede. Questa condizione, sebbene rara, richiede un intervento immediato.

Se soffri di dolore persistente alla schiena o alle gambe, non sottovalutare i sintomi. Una diagnosi precoce è fondamentale per individuare il trattamento più efficace.

L’ernia del disco può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, ma con una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato è possibile gestirla efficacemente. Se hai sintomi sospetti, non aspettare: rivolgiti a un professionista per ricevere le cure più adatte alle tue esigenze.

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